Aequilibrium

equilìbrio s. m. [dal lat. aequilibrium, comp. di aequus «uguale» e libra«bilancia»] definisce lo stato di quiete di un corpo.

Da questo si parte e a questo si deve ritornare, lasciandolo però anche andar via, per capirlo per comprenderlo va anche lasciato andare squilibriandoci un pò. Il passaggio da uno stato a un altro è fatto anche di perdità di stabilità, perché quando saliamo le scale alziamo un piede alla volta e si potrebbe perdere l’equilibrio. Anche se solo per un attimo va fatto, per permetteteci di salire e per capire di più l’equilibro, ossia lo stato di quiete, al fine di farlo nostro. Per arrivare al bene bisogna essere in grado di distinguerlo dal male e solo avendo vissuto prima il male si può arrivare a capire cosa sia il bene, perché si cerca di allontanare il male una volta conosciuto e ci si avvicina sempre di più al suo esatto contrario: il bene, uno stato di pace interiore, di quiete, dove tutto si muove con calma, con tranquillità. Il tutto con equilibrio, perché ogni tanto bisogna anche vivere l’altra parte. Bisogna mantenere la bilancia di peso uguale, con entrambi i lati alla stessa altezza, cosi si è in quiete.

Accettare le avversità della vita, le sofferenze, i dolori, perché fanno parte della nostra vita e regolano la nostra bilancia interiore, per essere sempre in equilibrio, per essere in pace.

Vivete, accettate, superate. Sappiate che tutto fa parte di voi, e voi siete una moltitudine di emozioni, di vite.

equilìbrio s. m. [dal lat. aequilibrium, comp. di aequus «uguale» e libra«bilancia»] definisce lo stato di quiete di un corpo.

Da questo si parte e a questo si deve ritornare, lasciandolo però anche andar via, per capirlo per comprenderlo va anche lasciato andare squilibriandoci un pò. Il passaggio da uno stato a un altro è fatto anche di perdità di stabilità, perché quando saliamo le scale alziamo un piede alla volta e si potrebbe perdere l’equilibrio. Anche se solo per un attimo va fatto, per permetteteci di salire e per capire di più l’equilibro, ossia lo stato di quiete, al fine di farlo nostro. Per arrivare al bene bisogna essere in grado di distinguerlo dal male e solo avendo vissuto prima il male si può arrivare a capire cosa sia il bene, perché si cerca di allontanare il male una volta conosciuto e ci si avvicina sempre di più al suo esatto contrario: il bene, uno stato di pace interiore, di quiete, dove tutto si muove con calma, con tranquillità. Il tutto con equilibrio, perché ogni tanto bisogna anche vivere l’altra parte. Bisogna mantenere la bilancia di peso uguale, con entrambi i lati alla stessa altezza, cosi si è in quiete.

Accettare le avversità della vita, le sofferenze, i dolori, perché fanno parte della nostra vita e regolano la nostra bilancia interiore, per essere sempre in equilibrio, per essere in pace.

Vivete, accettate, superate. Sappiate che tutto fa parte di voi, e voi siete una moltitudine di emozioni, di vite.